Arriva la notte, ed è
notte anche per noi e
ci è concesso il sonno,
il riposo che avvolge il
corpo e gli occhi, che
si stende su noi e ci accarezza con il suo
ristoro. Arriva la notte sulle nostre attese,
sui nostri sogni, sui nostri desideri: possiamo distenderci, possiamo riprendere
le
forze. Interminabile notte, quando Dio
sembra tardare. La differenza la fa quel
poco di olio preso di riserva, per prudenza, “perché non si sa mai ...”, che
rende le cinque più scaltre delle altre. Un
poco d’olio da tenere tutto per sé, nella
solitudine dell’attesa. Ci sono cose che
non si possono scambiare e che nessuno
può vivere al nostro posto, come quel
poco di luce da custodire o da sperare e
che servirà a nutrire il nostro attendere. Potrebbe essere un saggio sull’attesa
questo brano di Vangelo: «Vegliate,
perché non sapete né il giorno, né l’ora»,
di quel modo tutto particolare, cioè, di
rendere presenza l’assenza, di restare
sulla soglia ad aspettare, a guardare come
sentinelle. «Non sapendo quando l’alba
verrà, apro tutte le porte», scrive Emily
Dickinson, che è come dire: sveglio i
sensi, tendo tutto il mio corpo verso ciò
che sta per arrivare, verso ciò che mi
manca. Che poi è come posare lo sguardo
sul niente: quante volte li abbiamo
vissuti quegli attimi sospesi, quella
frenesia di una telefonata che non arriva, di un messaggio che tarda, di un
andare incessante verso la finestra a
scostare le tendine. Una sospensione,
questa è l’attesa, un tempo notturno
in cui tutto deve ancora accadere, un
tempo di lontananza e di spasimo. «Chi non conosce l’attesa non
sa nulla dell’amore», scrive Rilke.
Tempo materno allora, in cui si custodisce quel che ancora non c’è:
l’amore ci riesce a renderlo vivo e
presente, l’amore sa come si fa.
Lo vedete quel Padre che stava sul
balcone ad aspettare quel figlio scavezzacollo che aveva messo chilometri di
distanza, di lontananza tra
lui e la sua casa? Lo vedete salire sul
terrazzo a scrutare quella distanza,
quella lontananza ogni giorno, ogni
notte, a ripetersi: «Sta a vedere che
proprio oggi... non si sa mai»? Con
la stessa speranza, con lo stesso
sguardo di pazienza e trepidazione
verso ciò che può sembrarci solo
un’ombra dovremmo saper attendere
questo Dio che tarda a venire. «Quando era ancora lontano il
Padre lo vide e gli corse incontro».
Ecco, così: da lontano.
| Fonte : L.Verdi inserito il 07 novembre 2026 (1) | - Generale - Prima Pagina |