elebriamo una solennità antichissima, cara alla devozione e alla venerazione di
tutta la Chiesa. Durante il corso
dell’anno liturgico, la Chiesa, di volta in volta, fa memoria dei santi,
ma in questo giorno vuole celebrare la gloria di tutti i santi, quasi a
convogliarli in un’unica grande richiesta di intercessione perché
l’umanità intera sia radunata nella vita eterna del regno di Dio.
Non solo, in questa celebrazione la Chiesa riconosce la sua
identità più profonda, cioè quella di essere immersa nella Pa-
squa di Cristo, che per il credente scaturisce dalle acque del Battesimo. Quel
germe di vita, desiderato e accolto come dono dello Spirito Santo, è destinato a
crescere e a svilupparsi secondo
le indicazioni delle Beatitudini, che anzitutto sono una rappre-
sentazione della vita stessa di Cristo e costituiscono perciò
l’identità del cristiano che crede in lui. Aprendoci a questo tipo di
esistenza, possiamo sempre più «lavare le nostre vesti, rendendole candide nel
sangue dell’Agnello» (II Lettura) e raggiungere
la corona di gloria che Dio Padre desidera donare a ciascuno,
perché noi tutti siamo suoi figli.
don Tiberio Cantaboni
| Fonte : don Tiberio Cantaboni inserito il 30 ottobre 2026 (9) | - Generale - Prima Pagina |