ALLA SCUOLA DI GESÙ - XXll domenica del T.O.


immagineLa Chiesa è chiamata a testimoniare la fecondità della croce con una fede viva e operosa, spogliandosi della mentalità mondana. È la lezione che Gesù impartisce ai suoi discepoli, allorché apre loro il cuore annunciando la sua passione, morte e risurrezione (Vangelo). Pietro, che prima lo ha confessato solennemente come “il Figlio del Dio vivente”, ora è il primo ad avere bisogno di mettersi alla sua scuola, di “andare dietro a lui”, accantonando le attese messianiche terrene per entrare nella logica divina. Ammonendo Pietro, Gesù parla alla sua Chiesa, ai cristiani di ieri e di oggi: lasciarsi trasformare è sacrificio gradito a Dio (II Lettura). Cade a proposito l’amaro sfogo del profeta Geremia (I Lettura), “sedotto” per proclamare le verità scomode di Dio. Il messaggio lo coinvolge, gli vibra nel cuore, ma sconvolge i pensieri e i progetti dei suoi interlocutori, scatenando derisione e scherno. Il profeta ne è sconcertato, prova una sofferta lacerazione in- teriore sino a dubitare di Dio e del suo modo di agire. Dio, invece, lo sta forgiando non in base al gradimento degli uomini, ma secondo il suo volere che, come “fuoco ardente”, s’impone, in quieta e piega le resistenze.

xxxFonte : don Giuliano Saredi
inserito il 28 agosto 2026 (4)
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